
Impianto singolo
Può sostituire il supporto di un singolo dente mancante. Sopra il supporto vengono progettati il collegamento e la corona.
Denti mancanti e supporto implantare
Per un dente, più denti o un’intera arcata cambiano struttura protesica, numero e posizione dei supporti, fasi e manutenzione. La prima decisione non è “quale impianto”, ma quale percorso è coerente con il quadro clinico e con le alternative disponibili.
In breve
L’impianto è la componente inserita nell’osso; non coincide con il dente visibile. Moncone, corona, ponte o arcata protesica sono componenti ulteriori.
Le illustrazioni spiegano configurazioni generali. Non attestano che ogni soluzione sia offerta o indicata dallo Studio e non permettono di stabilire l’idoneità individuale.
Confronto

Può sostituire il supporto di un singolo dente mancante. Sopra il supporto vengono progettati il collegamento e la corona.

Può sostituire più denti consecutivi con un manufatto unico sostenuto da più impianti. Numero e distribuzione dei supporti non si deducono dal numero dei denti assenti.

Una protesi completa può essere sostenuta da più impianti. La configurazione su quattro supporti è un esempio educativo, non una proposta automatica né una candidatura.
Come lavorano insieme le tre parti
L’animazione mostra prima l’impianto inserito nell’osso, poi il moncone che fa da collegamento e infine la corona, cioè il dente visibile. Serve a capire come lavorano insieme le tre parti.
Le tre parti di un dente su impianto
Un dente su impianto non è un pezzo unico. In basso c’è l’impianto, inserito nell’osso al posto della radice mancante; sopra c’è il moncone, che fa da collegamento; all’esterno c’è la corona, cioè il dente visibile con cui si mastica. Le immagini mostrano queste tre parti separate.
È la parte metallica inserita chirurgicamente nell’osso. Nella sua estremità superiore c’è la connessione interna che riceve il moncone.
Nelle ricostruzioni in tre parti come quella illustrata, il moncone entra nella connessione dell’impianto ed è fissato a esso con una vite: non resta semplicemente appoggiato sulla gengiva. Una cappetta metallica che può emergere durante la guarigione è invece temporanea.
La corona copre il moncone e forma la parte con cui si mastica. Può essere cementata sul moncone oppure, in alcune soluzioni, corona e moncone formano un’unica unità avvitata all’impianto.
Gli stessi componenti, fotografati
Il disegno qui sopra spiega come stanno insieme le parti. Queste fotografie mostrano gli oggetti reali usciti da un laboratorio odontotecnico. Servono a rendere concreto ciò che il preventivo elenca come voci separate; non rappresentano componenti o marche adottate dallo Studio.

Due pezzi distinti: il collegamento in titanio e il dente visibile che vi si applica sopra. Nel preventivo sono due voci, non una.

La stessa struttura vista dal lato interno: si vedono i canali attraverso cui il manufatto viene fissato ai supporti. È la ragione per cui posizione e numero dei supporti vanno decisi prima, non dopo.

Una riabilitazione completa sostenuta da una struttura in titanio, mostrata prima e dopo la rifinitura. Rende evidente quanto lavoro di laboratorio ci sia oltre alla parte chirurgica.
Confronti visivi
Sette confronti clinici completi mostrano quanto possa cambiare una riabilitazione in situazioni differenti: arcate gravemente compromesse, perdita estesa di denti e settore anteriore. Indicazione, percorso ed esito restano individuali; nessuna immagine garantisce un risultato.
Valutazione
Anamnesi, esame clinico e informazioni radiologiche quando indicate servono a distinguere possibilità, limiti e alternative. La presenza di CBCT e scanner in Studio non significa che vengano usati in ogni caso.
Quale funzione deve essere recuperata e quale area deve essere riabilitata.
Spazi, tessuti, denti vicini e quadro osseo vengono valutati nel singolo caso.
Storia clinica, terapie e fattori individuali possono modificare indicazione e percorso.
Ponte su denti naturali, protesi rimovibile o altre opzioni possono essere discusse quando pertinenti.
Percorso
Raccolta delle informazioni necessarie e definizione del problema.
Scelta della configurazione, delle fasi e delle eventuali alternative.
Posizionamento del supporto quando indicato, con istruzioni specifiche per il caso.
Progettazione e consegna del manufatto che ripristina funzione e forma.
Igiene, controlli e gestione nel tempo fanno parte del percorso.
Confini utili
La pagina ti aiuta a porre domande migliori; non trasforma informazioni generali in una diagnosi.
Domande frequenti
Le domande che riceviamo davvero, con risposte oneste. Dove per rispondere bene serve una visita, lo diciamo.
Non si può concludere da un sintomo o da una radiografia isolata. Il quadro osseo, le alternative e l’eventuale necessità di procedure aggiuntive richiedono una valutazione clinica.
Durante e dopo una procedura chirurgica vengono pianificate misure di controllo del dolore, ma esperienza e decorso variano. Le indicazioni concrete dipendono dalla procedura e dalla tua storia clinica.
Non esiste una durata unica: cambiano configurazione, condizioni biologiche, fasi chirurgiche e protesiche. Una stima attendibile viene formulata dopo la valutazione.
Il prezzo della sola componente implantare non è il costo del dente completo. Vanno distinti diagnostica, supporto, collegamenti, provvisorio, manufatto protesico ed eventuali procedure aggiuntive.
Sì. Igiene domiciliare, controlli e mantenimento professionale sono parte della gestione nel tempo; frequenza e modalità sono individuali.
Il prossimo passo
Nel primo messaggio basta indicare il motivo del contatto e quando preferisci essere richiamato. Non inviare referti, fotografie o altri dati sanitari prima che lo Studio ti indichi un canale adatto.